Seconda guerra dei baroni

Campagne militari, guerre e battaglie

Seconda guerra dei baroni

Messaggio da leggereda Veldriss il 23 novembre 2012, 17:32

La Seconda guerra dei baroni (1264 - 1267) fu una guerra civile combattuta in Inghilterra tra le forze di militari di alcuni baroni ribelli, guidati da Simone di Montfort, sesto conte di Leicester, contro le truppe realiste guidate dal principe Edoardo.
Il regno di Enrico III è ricordato soprattutto per questa "disputa civile", apparentemente provocata dalle richieste di finanze supplementari da parte del sovrano. Tuttavia fu la manifestazione di un malcontento più generale da parte dei baroni inglesi nei confronti dei suoi metodi di governo, scontento acuito dalla carestia dilagante.
Francese di nascita, Simone di Montfort fu all'inizio uno dei parvenu stranieri, noti come "consiglieri stranieri di Enrico", detestati da molti. Dopo che Monfort sposò senza permesso Eleonora, sorella del sovrano, tra i due nacque un attrito. La crisi fu raggiunta negli anni Cinquanta del XIII secolo, quando il Montfort fu messo sotto processo per le azioni compiute come luogotenente di Guascogna, l'ultimo possedimento dei Plantageneti al di qua della Manica. Enrico, inoltre, fu coinvolto nel finanziamento di una guerra in Sicilia in favore del Papa, in cambio di un titolo per il suo secondogenito Edmondo il Gobbo, una situazione che adirò molti baroni.
Il Montfort divenne il leader di coloro che volevano riaffermare la Magna Carta e costringere il re a cedere più potere al Consiglio dei baroni. Nel 1258 sette importanti baroni obbligarono Enrico alle Disposizioni di Oxford, che abolirono l'assolutismo della monarchia anglonormanna: un consiglio di 15 membri avrebbe supervisionato le nomine ministeriali, l'amministrazione locale e la custodia dei castelli reali. Il Parlamento avrebbe controllato il comportamento di questo consiglio. Enrico fu costretto a prendere parte al giuramento collettivo di rispettare questi accordi. L'anno successivo le Disposizioni di Oxford furono integrate e sostituite con le Disposizioni di Westminster, che trattavano anche questioni amministrative e giurisdizionali. Negli anni seguenti l'ostilità tra le due fazioni crebbe ed Enrico ottenne dal papa una speciale esenzione dal giuramento (1261). Scoppiò la guerra civile: i baroni guidati dal Montfort e i realisti dal principe Edoardo.
Il carismatico Montfort e le sue forze avevano conquistato la maggior parte del sud-est dell'Inghilterra sin dal 1263 e, nella battaglia di Lewes (1264), Enrico fu sconfitto e preso prigioniero dalle truppe nemiche. Enrico fu ridotto a re fantoccio e, assieme a Edoardo, posto sotto stretta sorveglianza. Quindici mesi dopo Edoardo fuggì dalla prigionia e si mise di nuovo alla testa delle truppe realiste, questa volta sconfiggendo il Montfort, che rimase ucciso, nella battaglia di Evesham (1265). L'autorità di re Enrico fu quindi restaurata (Dictum di Kenilworth, 1266-1267) e le Disposizioni di Westminster cancellate nella parte in cui limitavano l'autorità regia.

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Battaglia di Evesham

Messaggio da leggereda Veldriss il 24 gennaio 2013, 15:47

La battaglia di Evesham, evento molto importante nella storia d'Inghilterra, si verificò il 4 agosto del 1265.
Fu lo scontro decisivo della Seconda guerra dei baroni, nel corso della quale Simone V di Montfort, sesto conte di Leicester, guidò alcuni baroni ribelli contro le forze realiste, guidate dal principe Edoardo. De Montfort venne abbandonato da alcuni alleati, soprattutto da quelli di lingua gallese, prima dell'inizio della battaglia. Così si trovò a fronteggiare un esercito quattro volte più grande del suo e che si trovava in posizione favorevole: fu un massacro.
La battaglia di Evesham è a volte considerata come la fine dell'epoca della cavalleria in Inghilterra. Fino a questo momento, raramente i nobili erano stati uccisi in battaglia. Solitamente venivano presi prigionieri per chiedere poi un riscatto. In occasione di questa battaglia, invece, per ordine del principe Edoardo non venne usato nessun riguardo per i baroni ribelli: la maggior parte di loro fu uccisa sul campo di battaglia, compresi Simon de Montfort e suo figlio Enrico, nonostante i tentativi di arrendersi.

L'occasione mancata
Simone V di Montfort dopo la vittoria conseguita nella Battaglia di Lewes del 1264 aveva raggiunto una posizione di tutto rispetto entro il regno d'Inghilterra anche grazie all'aver preso prigionieri il re Enrico III d'Inghilterra, il principe, futuro, Edoardo I d'Inghilterra ed il fratello del sovrano Riccardo di Cornovaglia[1]. Tuttavia nel corso del 1265 la perdita di alcuni alleati chiave, fra cui molti gallesi, ridusse notevolmente la sua influenza, taluni come Robert de Ferrers, VI conte di Derby furono arrestati, mentre altri come Gilberto di Clare, VII conte di Gloucester preferirono ritornare dalla parte del re e fu proprio grazie alla diserzione del Conte che Edoardo poté scappare dalla prigionia[1]. Nel frattempo, in Galles, i Signori delle Marche gallesi erano in pieno fermento e Montfort chiamò quindi Llywelyn Ein Llyw Olaf ap Gruffydd perché partecipasse alla sua ribellione contro il re, quest'ultimo disse che lo avrebbe appoggiato se gli fosse stato tributato il pieno riconoscimento del titolo di Principe di Galles insieme alla possibilità di conservare i guadagni che fosseri venuti dalla campagna. Avere dalla propria parte Llywelyn portava con sé un bel guadagno dal punto di vista militare, poiché il nobile gallese era fornito di un imponente esercito, ma le concessioni che gli fece gli costarono parecchio in termini di popolarità. Nello stesso momento il principe Edoardo stava assediando la città di Gloucester che cadde il 29 giugno. A quel punto quel che Montfort doveva fare era unire le proprie forze a quelle del figlio Simon VI de Montfort (aprile 1240-1271) ed insieme attaccare l'esercito reale, gli uomini del giovane Montfort si mossero però troppo lentamente e l'incontro venne mancato. Simone si scontrò invece con gli uomini del re presso la fortezza, fedele ai baroni, di Kenilworth, ma Edoardo inflisse loro pesanti perdite arrivando a far appendere fuori dalle mura i cadaveri di molti prigionieri. Da qui il principe si mosse verso sud con lo scopo di prendere il vecchio Montfort in una trappola presso il fiume Avon (Bristol), l'idea era di rendere indisponibile ai ribelli l'unico ponte della zona così da costringere i baroni a combattere senza l'eventuale rinforzo che poteva fornire Simone.

Il massacro
Lungo una cresta, chiamata Green Hill, nei pressi di Evesham Edoardo fece accampare i suoi uomini, il principe si trovava sul lato sinistro, mentre il suo alleato di Clare su quello destro[3]. Le forze di Montfort ammontavano a circa 5.000 uomini, mentre quelle reali erano almeno il doppio[3], di fronte a tale superiorità numerica Montfort ordinò di puntare al centro delle file nemiche così da sperare di potersi incuneare entro i loro ranghi. All'inizio la tattica si dimostrò vincente, ma ben presto i baroni iniziarono a perdere terreno anche a causa della mancata presenza di Llywelyn e dei suoi uomini che disertarono all'ultimo minuto. Montfort si trovò presto circondato fra due ali di nemici armati fino ai denti, privo di rinforzi ed in netta inferiorità numerica l'esercito dei baroni venne rapidamente massacrato. Con la Battaglia di Lewes, risalente ad appena 15 mesi prima, ancora impressa nella memoria l'esercito regio combatté con ben poca pietà, per questo, nonostante i vari tentativi fatti per arrendersi molti si videro falciati sul campo, nessuno o quasi venne preso prigioniero così che potesse poi essere chiesto ed eventualmente pagato, un riscatto, pratica che, fino a quel momento, era sempre stata comune. Enrico de Montfort (1238-4 agosto 1264) venne ucciso quasi subito e la stessa sorte toccò anche a suo padre, mentre il giovane Simone riuscì a salvarsi perché non era presente. I cadaveri di padre e figlio vennero orrendamente mutilati e persino il re, che si trovava ancora in mano a Montofort e che era stato fatto vestire secondo i colori dei ribelli, venne salvato per il rotto della cuffia da Roger de Leybourne, un ribelle che passò dalla parte reale all'ultimissimo minuto. Una volta che la famiglia reale fu di nuovo saldamente al comando si dimostrò impaziente di saldare i conti, al Parlamento convocato a Winchester tutti i ribelli vennero privati delle loro proprietà. In dicembre il giovane Simone provò a sollevare il Lincolnshire, ma venne immediatamente stroncato, eliminando così ogni sacca di resistenza rimasta. Il vero problema restava il Castello di Kenilworth che conteneva ancora una guarnigione ribelle che non intendeva smobilitarsi, nell'estate del 1266 venne posta d'assedio ma inutilmente, perché non cedette. Alla fine di ottobre venne quindi emanato il Dictum of Kenilworth che prevedeva che i ribelli sarebbero potuti tornare in possesso delle loro terre dopo aver pagato un'ammenda che sarebbe stata proporzionale al loro coinvolgimento nella ribellione. All'inizio gli uomini asserragliati nel castello rifiutarono l'offerta, ma entro l'anno scesero a più miti consigli ed accettarono.

http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Evesham
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Battaglia di Lewes

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 gennaio 2013, 23:20

La battaglia di Lewes fu una delle due maggiori battaglie della seconda guerra dei baroni. Si svolse a Lewes, nel Sussex, il 14 maggio 1264. Essa fu il punto di maggior successo di Simone V di Montfort, conte di Leicester, rendendolo signore d'Inghilterra.
Lo scontro avvenne a causa della condotta politica di Enrico III d'Inghilterra, che si rifiutava di onorare i termini delle Disposizioni di Oxford. Il re era accampato presso il Priorato di Lewes con un esercito di fanteria ma suo figlio, Edoardo comandò la cavalleria posta a circa un miglio a nord, presso il castello di Lewes. Una marcia notturna impedì alle forze baronali, guidate dal Montfort, di sorprendere Edoardo.
Le armate realiste, il doppio più grandi di quelle dei baroni, furono condotte da Edoardo durante la notte e dal fraello del re, Riccardo di Cornovaglia, sulla sinistra, mentre il re stesso comandava la parte centrale dell'esercito. Avendo condotto i propri uomini fuori dal castello per raggiungere il nemico, Edoardo ottenne alcuni successi iniziali, ma inseguì ingenuamente un contingente nemico che si ritirava verso nord, sacrificando molte delle speranze di vittoria. Nel frattempo, Simone V sconfisse il resto dell'esercito realista sotto Riccardo. Quest'ultimo decise di ritirarsi presso il Priorato di Lewes, ma non riusci a raggiungerlo, perciò si nascose in un mulino, dove fu poi catturato. Alla fine, tutti e tre i membri della casa reale furono catturati ed imprigionati.

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