Il "Banchiere"

Raccolta di regole più complesse da inserire come espansione alla versione BASE

Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Blodoks il 22 dicembre 2010, 23:15

Veldriss ha scritto:Te l'ho chiesto se esisteva qualcosa di analogo anche fuori dall'Europa perché ovviamente se vogliamo introdurre nuove opzioni nel gioco, queste devono essere:
- bilanciate
- o disponibili per tutti i giocatori
- oppure bisogna introdurre qualcosa di equivalente per controbilanciare gli altri giocatori

... altrimenti diventa difficile inserire qualcosa.


Sono perfettamente d'accordo sul bilanciamento e le altre cose.
Considerando che c'erano più famiglie di banchieri fiorentini, qualche spazio di manovra ci può essere.

Veldriss ha scritto:Ti faccio una domanda, magari sai rispondermi: quali erano le monete più usate nella seconda metà del XIII sec? Sto parlando a livello internazionale, esistevano 2 o 3 monete più usate di altre? Oppure ogni zona aveva le sue (Ducato, Fiorino, Livrea, ecc ecc).
Magari i Regni dell'epoca accettavano di buon grado, faccio un esempio, il ducato veneziano e non il genovino di Genova, oppure preferivano il fiorino di Firenze e non ne volevano sapere di essere pagati con la livrea francese... ecc ecc.
Stessa cosa per i paesi arabi, i bizantini e il Khanato dell'orda d'oro.


Partiamo da Carlo Magno che, tramite una grande riforma monetaria, instaurò in Europa il monometallismo argenteo in luogo di quello aureo. Le miniere europee producevano argento in abbondanza, ma niente oro.
Il vecchio "SOLIDO" d'oro venne agganciato al nuovo sistema basato sul "DENARO" d'argento secondo la seguente parità:
1 SOLIDO AUREO = 12 DENARI ARGENTEI
L'oro era valutato 4,5 volte rispetto all'argento.

Quindi, prima e dopo Carlo Magno, cioè dalla caduta dell'Impero Romano fino agli inizi del 1200, la moneta di riferimento per i regolamenti finanziari nell'ambito di stati e ceti elevati era, e rimase, il SOLIDO (moneta di 4.45 g. d'oro puro, coniato nell'Impero d'Oriente e poi a Bisanzio). http://www.moruzzi.it/il_solido_bizantino.html

Dopo alcuni secoli, nel 1100, partì una rivoluzione monetaria aurea grazie alla ripresa dei commerci delle città mercantili del Mediterraneo (tra le prime Genova, Venezia e Firenze) con il Levante e con l'Islam. Maturarono quindi i tempi affinché in Europa venisse coniata una moneta d'oro e, nel 1252, Genova e Firenze coniarono rispettivamente il "GENOVINO" ed il "FIORINO". Grazie all'intraprendenza dei mercanti e banchieri fiorentini che divennero i più bravi e potenti di tutto il Mediterraneo e di tutta l'Europa, il FIORINO divenne la moneta di scambio preferita in Europa a tal punto che ne vennero coniati più di 3 milioni di pezzi. Al secondo posto di questa classifica, con circa 300.000 pezzi, lo Scudo francese (Ecu d'or del 1266) che però a livello internazionale fu oggetto di controversie sul suo effettivo valore.

Quindi, riguardo al periodo che mi hai chiesto (1250-1300) non c'è nessun dubbio che il FIORINO d'oro fosse la moneta più usata a livello internazionale. http://www.moruzzi.it/il_fiorino.html
Però, nell'area dei Balcani e nel Mediterraneo orientale, tra il 1200 ed il 1370, dominò il GROSSO MATAPAN o DUCATO D'ARGENTO di Venezia. Forse, fu anche per questo che Venezia limitò moltissimo il conio di Ducati d'oro (si parla di circa 3.300 pezzi... veramente pochissimi rispetto al Fiorino).

Gli altri Stati e staterelli avevano le proprie monete, in argento e comunque cercavano di imitare le monete di successo. L'Inghilterra nel 1257 coniò una moneta d'oro che risultò sopravvalutata e visto l'insuccesso, per quasi un secolo, non coniò più monete d'oro.
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Veldriss il 18 gennaio 2011, 12:29

Ok, mi sta bene come idea di fondo quella del giocatore/banchiere, vediamo se riusciamo ad approfondire e tirarne fuori qualcosa...

Blodoks ha scritto:Nel periodo storico di MedioEvo Universalis, in Europa, ci sono due distinte aree economico-finanziarie molto forti:
a Nord la Lega Anseatica (Hansa) ed a Sud alcune città italiane di cui Firenze è probabilmente la più potente.


Domanda: cosa mi dici dei Templari? Non commerciavano ma avevano un bel gruzzolo, castelli ecc ecc... sarebbe il caso di tenerli in considerazione visto i "prestiti" che facevano qua e là.

Altra domanda: esisteva qualcosa di equivalente per i musulmani, bizantini e mongoli? Mi interessa saperlo perché ovviamente se devo introdurre qualcosa di nuovo nel gioco non deve sbilanciare l'equilibrio attuale... nel qual caso dovrei trovare il modo di controbilanciare con qualcosa di completamente diverso oppure abbandonare l'idea.

Blodoks ha scritto:Le città che compongono la Lega Anseatica sono abbastanza vicine tra loro (geograficamente) mentre gli uffici commerciali sono situati in località commerciali/finanziarie molto strategiche: BRUGES, LONDRA, BERGEN e NOVGOROD

A Firenze, grazie all'attività finanziaria, risiedevano alcune tra le più ricche famiglie d'Europa:
gli Strozzi, gli Acciaiuoli, i Peruzzi, i Bardi.
Al massimo del loro splendore le compagnie di queste famiglie avevano filiali a BRUGES, LONDRA, AVIGNONE, TOLEDO, TUNISI, CHAMPAGNE, MARSIGLIA, COSTANTINOPOLI, CIPRO, RODI ed altre località comprese alcune grandi città italiane.


Ok, visto che il mio gioco è modulare e la mappa si ingrandisce a seconda del numero dei giocatori, sicuramente la lega anseatica entrerebbe in gioco con almeno 8 giocatori (massimo 10).

Blodoks ha scritto:Infatti, la trasformazione in banchiere la vedrei più come una opportunità da sfruttare (ma anche no) e sarebbe riservata a chi ha il controllo del territorio di Lubecca ed a chi ha il controllo del territorio di Firenze. Da questi due centri partirebbe la rete delle filiali di ciascuna compagnia.

Per poter passare allo status di banchiere, il giocatore dovrà controllare una rete minima (4, 5, 6?) di territori/filiale scelti da una lista di territori (il giocatore che controlla Lubecca avrà la sua lista ed il giocatore che controlla Firenze avrà la sua lista... ovviamente ci possono essere territori presenti in entrambe le liste, come ad es. Bruges e Londra). I territori/filiale garantiscono una rendita al termine di ogni turno.


Come inizio di idea mi potrebbe star bene, decidiamo poi se bisogna per forza possedere il territorio di Lubecca o Firenze per diventare banchieri... oppure ad esempio almeno 3 territori/filiale a caso... visto che devo rifare la mappa per correggere altre cose, tanto varrebbe indicare sui territori di quale filiale/i apparterrebbero.

Blodoks ha scritto:Se il giocatore decide di diventare banchiere potrà vendere le sue armate liberando territori oppure spostare le sue armate nei territori/filiale (e/o sede, Lubecca e Firenze).


Questa cosa non l'ho capita: vendere le sue armate... come fa a difendersi poi?
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Blodoks il 21 gennaio 2011, 17:53

Veldriss ha scritto:Domanda: cosa mi dici dei Templari? Non commerciavano ma avevano un bel gruzzolo, castelli ecc ecc... sarebbe il caso di tenerli in considerazione visto i "prestiti" che facevano qua e là.


L' ordine dei Templari, grazie a diversi fattori, era indubbiamente ricco. Sì, si possono tenere in considerazione, oltre che per i prestiti, anche perchè c'è un punto di contatto con i banchieri fiorentini: la gestione delle decime.
I Templari iniziarono ad esigerle nella prima metà del 1100 poi, nel secolo seguente, tale privilegio passò ai banchieri fiorentini.
La decima, cioè sacrificare un decimo del reddito a Dio, è la più antica imposta; infatti, fin dall'antichità, presso varie culture, serviva al mantenimento dei sacerdoti. Nel Medioevo, spesso, la decima doveva essere pagata due volte (sia alla Chiesa che al feudatario) e veniva riscossa sotto forma di grano, vino od altri prodotti agricoli. A partire dal 1200 la decima si riscuoteva sempre di più in denaro.

Veldriss ha scritto:Altra domanda: esisteva qualcosa di equivalente per i musulmani, bizantini e mongoli?


Secondo me, no.
E' un discorso molto ampio che possiamo far partire dalle religioni. Storicamente, tutte le religioni monoteiste hanno condannato l'usura e l'interesse. Poi, in Europa, si cominciarono a fare delle distinzioni fissando tassi di interesse massimi che potevano essere praticati. Nel XIII secolo nacquero le prime banche in Italia e Spagna e con la riforma protestante si legittimò l'attività creditizia. Lo sviluppo delle attività finanziarie accompagnò una straordinaria crescita dei commerci e delle altre attività produttive. Le iniziative individuali, seppure di famiglie molto ricche, piano piano si trasformarono in società commerciali.

Questa evoluzione morale, economica e finanziaria, mancò completamente nel mondo islamico che, ancora oggi, condanna il prestito con interessi. Il Corano proibisce il pagamento di interessi... il denaro non può generare altro denaro e questo perché si vuole evitare l'accumulazione della ricchezza nelle mani di pochi. Anche il sistema ereditario prevede la frammentazione dei beni imponendo la divisione tra un grandissimo numero di parenti (mentre, al contrario, in Europa si fece strada la primogenitura che facilitò l'accumulazione di grandi ricchezze).

Detto del Cristianesimo e dell'Islam, rimane l'Ebraismo che, in quel tempo, trovò una via di mezzo nell'applicazione dell'interesse solo ai non ebrei. Come conseguenza della Diaspora, moltissimi ebrei si rifugiarono in Europa dedicandosi al commercio ed al prestito ad interesse quando ancora la Chiesa lo vietava alla comunità cristiana.
Agli ebrei vennero concesse autorizzazioni relative anche ai banchi di pegno attraverso i quali prestarono danaro a tasso prefissato e, spesso, solo in base a questa attività essi ebbero diritto di residenza.

Per quanto riguarda i mongoli, sulla falsariga della Lega Anseatica, si può utilizzare la rete commerciale delle città della Via della Seta. L'espansione dell'Impero mongolo in tutto il continente asiatico, dal 1215 circa al 1360, diede stabilità economica alla grande area e ristabilì l'importanza della Via della Seta come straordinario mezzo di comunicazione tra Oriente e Occidente.

L'Impero del Mali, in Africa, potrebbe inglobare una rete commerciale attraverso/utilizzando le oasi sahariane: dopotutto, all'inizio del 1300 l'impero divenne il principale, se non l'unico, produttore d'oro del Vecchio Mondo. Le carovane di cammelli che raggiungevano il Mediterraneo trovavano le navi fiorentine e genovesi per gli scambi oro/sale (e con quell'oro nacquero sia il fiorino che il genovino).

Veldriss ha scritto:Come inizio di idea mi potrebbe star bene, decidiamo poi se bisogna per forza possedere il territorio di Lubecca o Firenze per diventare banchieri... oppure ad esempio almeno 3 territori/filiale a caso... visto che devo rifare la mappa per correggere altre cose, tanto varrebbe indicare sui territori di quale filiale/i apparterrebbero.


Questi bilanciamenti te li lascio tutti :)

Blodoks ha scritto:Se il giocatore decide di diventare banchiere potrà vendere le sue armate liberando territori oppure spostare le sue armate nei territori/filiale (e/o sede, Lubecca e Firenze).

Veldriss ha scritto:Questa cosa non l'ho capita: vendere le sue armate... come fa a difendersi poi?


Nelle mie due righe intendevo che se uno decide di fare il banchiere, farebbe solo il banchiere arroccandosi all'interno delle proprie filiali (con obiettivi vittoria diversi, magari legati ad una certa cifra da raggiungere e/o a resistere ad un certo numero di turni... potendo cmq comprare armate per difendersi). A distanza di un mese, in effetti, mi sembra piuttosto radicale :? :)

Tu lo vedresti più come un titolo da affiancare al giocatore (ad es. Giocatore della Rep. di Venezia e banchiere)?

Riassumendo, potremmo avere questi soggetti:
- Lega Anseatica;
- Famiglia di banchieri fiorentini (se il territorio di Firenze non dovesse essere controllato obbligatoriamente, avendo rintracciato 3-4 stemmi, potrebbero essere anche 3-4 distinte famiglie);
- Ordine dei Templari;
- Via della Seta http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta
- Carovana del Sale http://en.wikipedia.org/wiki/Trans-Saharan_trade
- Commerciante/Finanziere ebreo (a metà pag., paragrafo EBREI ERRANTI, si parla di una Compagnia Internazionale di Mercanti http://www.mondimedievali.net/medioevorusso/cazari.htm ... qui però siamo 200 anni prima rispetto agli anni in cui è ambientato MU... e cmq la tradizione ebraica nel campo commerciale/finanziario non finì con i cazari)
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Veldriss il 24 gennaio 2011, 9:33

Quindi una cosa interessante che potrei introdurre sarebbe la riscossione della decima da parte della Chiesa, per cui tutti i giocatori cristiani dovrebbero pagare 1/10 del loro guadagno al giocatore che controlla il Papa... un pò troppo mi sa...

Diciamo che il reddito del giocatore cristiano non cambia perché ovviamente essendo il Re del suo Regno ha diritto alle tasse decise nelle regole del gioco, al massimo potrei fare, giustamente, che una volta calcolate le tasse che il giocatore guadagna, un ulteriore 10% va donato al Papa dalla popolazione del Regno... per cui se il Giocatore francese ha diritto a 150 fiorini di tasse, il Giocatore francese ritira 150 fiorini e il Papa 15 fiorini... così potrebbe andare.

Non posso pare 150 fiorini alla Chiesa (Papa) e 150 al feudatario (Giocatore) perchè sarebbe sbilanciatissima... vero anche che la decima alla Chiesa non veniva consegnata al Papa, ma ai Vescovi... presumo poi che i Vescovi mandassero qualcosa a Roma? O no?
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Blodoks il 24 gennaio 2011, 16:45

Veldriss ha scritto:per cui se il Giocatore francese ha diritto a 150 fiorini di tasse, il Giocatore francese ritira 150 fiorini e il Papa 15 fiorini... così potrebbe andare


Sì, mi pare ragionevole.

Veldriss ha scritto:vero anche che la decima alla Chiesa non veniva consegnata al Papa, ma ai Vescovi... presumo poi che i Vescovi mandassero qualcosa a Roma? O no?


Erano denari nella disponibilità del Papa. Tolto ciò che serviva a mantenere il vescovado, il resto prima o poi il Papa lo richiedeva per finanziare nuove flotte e armate oppure per aiutare Stati amici in difficoltà (carestie, guerre contro i turchi, etc).

Tutto questo "lavoro" (la gestione della tesoreria del Papa) fu preso poi in mano dai banchieri fiorentini che, contando filiali in tutte le piazze finanziarie dell' Europa occidentale, velocemente, potevano trasferire fondi (dove più abbisognasse al papato) in cambio di commissioni sui movimenti.
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 gennaio 2011, 22:45

Sto rileggendo tutti i post e riorganizzando le idee... c'è un sacco di materiale, ma non riesco ancora a concretizzare... manca la scintilla :P
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Veldriss il 27 gennaio 2011, 20:40

Sicuramente reintrodurrò le regole sui prestiti che usavamo qualche anno fa... vedremo se gestiti dal banchiere o dal gioco... ed inserirò i tassi di interesse... magari il tutto come regole opzionali anche se la cosa potrebbe essere molto interessante come regole base.

Blodoks, sai per caso quantificarmi i tassi di interesse di quel periodo? E per caso c'erano limiti ai prestiti?
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Blodoks il 28 gennaio 2011, 2:20

La Firenze guelfa, ad inizio 1300, esercitò pressioni incredibili sui pontefici affinché l'usura non fosse più considerata un peccato mortale ma solo veniale. Un tasso d'interesse superiore al 20% era considerato usura.

Tra il 1275 ed il 1350 ci fu una "bolla speculativa" molto simile a quella che si è verificata in questi anni.
Il capro espiatorio fu Edoardo III che si ribellò al sistema finanziario con il quale i banchieri fiorentini stavano conquistando il controllo del suo paese e, a partire dal 1342, sospese i pagamenti ai Bardi ed ai Peruzzi causandone la bancarotta.
Il debito con i Bardi ammontava a 900.000 fiorini mentre quello con i Peruzzi a 600.000 fiorini... il totale fa una cifra colossale, 1.500.000 fiorini, il valore di un regno. Il tasso di interesse effettivo che i banchieri fiorentini praticavano era pari al 15%.

Le lettere di cambio, inventate dai banchieri fiorentini, con l'ordine di pagare una certa somma a una scadenza e in un luogo determinato, costava mediamente un 14% d'interesse.
-edit-
I banchieri fiorentini imponevano di fatto una tangente a chiunque esercitasse il commercio in quanto, date le numerose monete esistenti che stati e città mettevano in circolazione nella propria giurisdizione, i commercianti erano continuamente costretti ad effettuare cambi presso quelle banche. Questa taglia sul commercio, che passa sotto il nome di “lettera cambiale”, diventò poi sempre più gravosa perché doveva coprire anche i rischi derivanti dalle fluttuazioni generate dal monopolio veneziano dei metalli preziosi.


In questo periodo storico direi che non c'erano limiti. Per concedere un prestito i banchieri esigevano delle "condizioni". La prima era quella di impegnare direttamente le entrate delle casse reali, cioè "privatizzare" le entrate dello stato (in pratica i re rinunciavano alla sovranità sulle proprie economie).
Sui Peruzzi è stato fatto uno studio, per cui ti riporto un esempio. Nel 1325 i Peruzzi possedevano tutti i diritti sulle entrate del Regno di Napoli, controllavano l'esercito del regno, riscuotevano tasse e gabelle, nominavano funzionari e soprattutto vendevano tutto il grano del regno. Poi, per stabilire un miglior monopolio, costrinsero il re a fare la guerra per conquistare la Sicilia che era sotto la Spagna. Le devastazioni della guerra ridussero la produzione del grano in Sicilia rafforzando il monopolio cerealicolo dei Peruzzi.
-edit-
Ancora maggiore era il flusso delle rendite raccolte dal papato, lasciti e decime, durante la Cattività Avignonese. Tra il 1316 ed il 1336, le rendite papali raggiunsero i 250.000 fiorini d’oro annui. Il grosso di queste rendite proveniva dalle decime raccolte in Francia dalle banche veneziane, mentre nel resto d’Europa, con eccezione della Germania, le decime erano raccolte dagli agenti dei Bardi. Per la raccolta ed il trasferimento le banche applicavano delle generose trattenute. Le banche alleate a Venezia disponevano di contanti di riserva, ad Avignone (dove allora risiedeva la corte papale) ed in Italia, per finanziare il bilancio pontificio. Riscuotevano e trasferivano le rendite e concedevano anticipi ai papi. Venezia controllava gran parte delle casse pontificie, una posizione dalla quale era facile promuovere le continue ostilità tra i papi e gli imperatori.



Veldriss ha scritto:Sto rileggendo tutti i post e riorganizzando le idee... c'è un sacco di materiale, ma non riesco ancora a concretizzare... manca la scintilla

Sì, ti capisco. Comunque c'è poco da fare: in quel periodo le aree finanziarie forti, le "Wall Street" dell'epoca, erano solo Firenze (il fiorino d'oro), Venezia (il ducato d'argento e il controllo di tutto l'Oriente) e la Lega Anseatica (grazie al fatto che non aveva mai ammesso i banchieri italiani ad operare nei loro mercati).
-edit-
I banchieri fiorentini, comunque, operavano su una scala internazionale limitata all'Europa occidentale mentre l'impero marittimo-finanziario-commerciale veneziano si estendeva su tutta la massa continentale euroasiatico-africana.
L'alleanza con i mongoli, insieme al monopolio dell’oro del Sudan e del Mali, conferì ai veneziani il monopolio sulla circolazione monetaria nei decenni che precedettero la disintegrazione finanziaria del XIV secolo.
I mongoli sostituirono la circolazione aurea nei territori conquistati in Cina ed in India con monete d’argento. Gli scambi con i veneziani avvenivano a Tabriz e Trebisonda, città commerciali persiane cadute sotto i mongoli, e nella città portuale di Tana nel Mar Nero.
Alla fine del XIII e XIV secolo, Venezia gestiva tutta la coniazione e gestiva i cambi monetari del più grande impero della storia, quello mongolo, allo scopo di saccheggiare e distruggere le popolazioni sottomesse. Venezia aveva esteso il proprio controllo sul resto del commercio e della coniazione di ciò che restava dell’Impero bizantino e dei sultanati mamelucchi nell’Africa settentrionale. In questo stesso periodo Venezia trasformò la circolazione monetaria in tutto l’Oriente, da monete in oro a monete d’argento, e di contro trasformò la circolazione monetaria in Europa e Bisanzio, dove la base monetaria d’argento fu sostituita dalla base aurea.
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Blodoks il 28 gennaio 2011, 11:38

Ho aggiunto qualche dettaglio al post di ieri notte anche perché, prima di addormentarmi, ho tirato un po' le somme :lol:

Trovare una soluzione di gioco per il banchiere è mooolto difficile.
Con una sola moneta in gioco non sono possibili le speculazioni da cambio o tra metalli.
Rimane il prestito il cui tasso d'interesse potrebbe avere 3 aliquote diverse, secondo il rischio stimato o contrattato: 10-15-20%.
Poi ci sarebbero le operazioni che generano commissioni tipo la riscossione delle decime (ed, eventualmente, di altre tasse, oboli, etc) oppure il trasferimento di somme o beni da un territorio all'altro (ad es. nel caso non siano contigui).

In quell'epoca si mirava al monopolio dei beni. Oltre ai metalli preziosi, abbiamo visto i cereali, ma c'è stato anche il caso della lana inglese per la fabbricazione di panni... il ferro (Lega Anseatica), le spezie e chissà quanti altri.

A questo punto più che l'introduzione del "giocatore banchiere" si potrebbe/ro introdurre "la/le compagnia/e", nel senso di una specie di società per azioni.
Es. controllo Firenze o Lubecca o Venezia (+ eventualmente altri territori/filiale). Se ho i mezzi, fondo una compagnia versando, inizialmente, almeno il 30% del capitale. Questa compagnia avrà una gestione a se stante, divisa dalla gestione del giocatore. Per aumentare il capitale, come fondatore/banchiere/presidente avrò la possibilità di piazzare altri 7 certificati (valore 10% cad) tra gli altri giocatori (che saranno miei soci) oppure ne sottoscriverò per aumentare la mia quota.
In questo modo si può generare un mercato di quote, quote che daranno profitti (divisione utili ogni anno), ma ovviamente ci sarà anche il rischio di fallimento per le compagnie a causa sia di maldestre gestioni che, come capitava in quel periodo (e l'es. fu Edoardo III) di debiti ripudiati da sovrani.

Andando a briglia sciolta:
se un giocatore chiede prestiti, non può detenere quote della compagnia che lo aiuta (e anche di altre compagnie?)...
se un giocatore ripudia un debito, ovviamente potrebbe subire attacchi da parte dei giocatori soci della compagnia e rischiare di uscire dal gioco prematuramente :)
La gestione della compagnia, avendo una gestione a se stante, può passare di mano in mano, al giocatore che avrà più quote...
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Re: Il "Banchiere"

Messaggio da leggereda Veldriss il 30 gennaio 2011, 2:05

Allora... vediamo di buttare giù qualche idea... ricordiamoci che questo gioco è semplice e deve rimanere tale, cioè assimilabile facilmente da ragazzini di 14 in su; questo ovviamente per non renderlo complicato pur mantenendolo complesso
(vedi viewtopic.php?f=5&t=763&start=10#p1715).

Lo studio storico e l'approfondimento continuo degli argomenti va fatto sicuramente per innumerevoli motivi, ed infatti solo così si può conoscere un argomento per poi applicarlo al gioco e anche se le regole sono semplici la vastità di possibilità sono molteplici (commercio, diplomazia, conquista, eventi casuali, calamità ecc. ecc.).

Detto questo, partirei da quello che diceva Blodoks all'inizio:
"Infatti, la trasformazione in banchiere la vedrei più come una opportunità da sfruttare"
Diciamo che questa opportunità la darei più alla trasformazione in MERCANTE piuttosto che in BANCHIERE.

Per esempio un giocatore potrebbe appunto scegliere di diventare MERCANTE e avrebbe delle modifiche sulla tabella delle TECNOLOGIE:
Immagine
Per esempio potrebbe acquistare CONIO, ATTIVITA' BANCARIA e GILDE a metà prezzo e magari non poter più accedere a FEUDALESIMO e magari anche a DIFENSORE DELLA FEDE.

I tassi di interesse li applicherei ai prestiti che i giocatori chiedono al gioco e metterei il 10% e il 20% (15% è una cifra "difficile" da calcolare); si potrebbero seguire 2 strade: o tutti i giocatori possono accedervi e per prestiti fino a 1000 fiorini si applica il 10% e oltre i 1000 fiorini il 20% (nessun tasso per i prestiti chiesti dai giocatori arabi?)... oppure i giocatori MERCANTI hanno diritto a prestiti con tassi massimi del 10% mentre gli altri giocatori con tassi di interesse del 20% (per i giocatori arabi prestiti senza tasso, ma cifre limitate).

Sempre come diceva Blodoks i territori che fanno parte delle due distinte aree economico-finanziarie (a nord la Lega Anseatica e a sud Firenze) potrebbero dare dei BONUS ai giocatori MERCANTI, agli altri un bonus minore oppure nulla.
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