I Corsari - Nuova carta IMPERO: CORSARO

Evoluzione delle regole del prototipo fino alla versione attuale

I Corsari - Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 29 gennaio 2011, 16:43

Sicuramente introdurrò la guerra di corsa, largamente usata dalle marinerie del Mediterraneo.

Probabilmente sarà un bonus di navi da guerra a seconda del livello tecnologico del giocatore... da definire ancora tutto: allestimento nave ed equipaggio, quasi sicuramente introiti divisi a metà tra giocatore mandante e corsaro, attacca solo convogli mercantili o città costiere... ecc ecc.
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I Corsari: qualche informazione in più

Messaggio da leggereda Veldriss il 31 gennaio 2011, 13:52

Riporto un capitolo del libro Storia delle Repubbliche marinare di Marc'Antonio Bragadin:

"CAP VII: Corsari e pirati

Pirati e corsari sono stati una piaga su tutti i mari dalla più remota antichità fin quasi ai nostri giorni (persino il grande Giulio Cesare fu costretto a guerreggiare con i pirati che infestavano il Mare Nostrum; l’ultimo autentico pirata, il portoghese Benito De Soto, fu impiccato a Gibilterra nel 1832). Tuttavia la loro attività ha attraversato fasi alterne secondo le circostanze e i tempi.
Finora abbiamo incontrato più volte i pirati slavi, saraceni e moreschi; adesso meritano un cenno i corsari che agirono in Mediterraneo durante l’epoca di cui ci stiamo occupando.

La distinzione fra pirati e corsari è piuttosto sottile. I pirati, infatti, erano volgarissimi rapinatori a mano armata, paragonabili ai briganti che si appostavano sulle strade. Aggredivano qualsiasi nave o qualsiasi località costiera, adatte al loro scopo: predavano, saccheggiavano, violentavano, uccidevano e, circostanze permettendo, catturavano i superstiti per guadagnare il riscatto o per venderli come schiavi. I corsari non agivano diversamente, solo che, invece di lavorare in proprio, aggredivano in nome e per conto di un governo riconosciuto, seguendone le istruzioni.
Infatti i governi rilasciavano le cosiddette patenti per la guerra di corsa, con le quali i corsari acquisivano la personalità giuridica di combattenti più o meno regolari: perciò, almeno in teoria, se venivano catturati, non potevano essere giustiziati ipso facto, come spettava ai pirati. D’altronde, se erano sudditi del governo mandante (come spesso si verificava), i corsari effettivamente servivano la patria, sia pure a modo loro, e non pochi compirono gesta addirittura gloriose. Ma i governi arruolavano i corsari anche fra gli autentici pirati, che perciò talvolta esercitavano contemporaneamente le due attività.

Come i pirati anche i corsari navigavano a loro rischio e pericolo e con mezzi propri, ma dovevano impegnarsi ad assaltare soltanto le navi di bandiera nemica al governo da cui dipendevano e guadagnavano circa la metà delle prede. Il resto spettava al governo mandante, secondo clausole di ripartizione precisate nelle patenti.
Tuttavia la guerra di corsa era molto redditizia per ambedue i contraenti, e ciò ne spiega la grande diffusione in tutto il Mediterraneo, ogni volta che le circostanze la favorirono. Infatti, il governo interessato poteva, con i corsari, colpire e talvolta paralizzare i traffici marittimi degli avversari, senza alcuna spesa né rischio, anche quando non era in aperto conflitto. In questo caso, il governo poteva sconfessare il corsaro, abbandonandolo al nemico come un volgare pirata e declinando ogni responsabilità per le sue aggressioni. Ma i corsari agivano con tale audacia e fantasia, da poter accumulare in breve tempo ingenti ricchezze, accompagnate talvolta anche da grandi onori: mete che ben compensavano i rischi affrontati.
Nel Mediterraneo, i corsari trovarono impiego assai intenso intorno al 1200. Molti di loro compirono gesta famose e resero preziosi servigi ai governi che li avevano patentati. Purtroppo, la distanza che ci separa da quelle imprese ne ha cancellato quasi ogni dettaglio. Tuttavia, almeno dei corsari italiani più importanti, ci rimangono i nomi, tanto suggestivi da risvegliare gli echi di quelle gesta e da delineare i caratteri dei protagonisti: Enrico il Pescatore, Sifante, Giovanni il Grasso, Recupero, il conte Manente, Alamanno da Costa, Giovanni il Porco, Gafforio, Buonalbergo, Paganello da Porcaria.
In certi periodi, l’attività dei corsari fu talmente sfrenata, che le marine si trovarono costrette a riunire in convoglio le
navi da carico più importanti per scortarle con navi da guerra almeno sulle rotte di maggior pericolo. Intorno al Duecento si verificarono innumerevoli aggressioni che produssero per molti anni disordini e complicazioni nei traffici marittimi.
Venezia fu forse lo stato che più si servì di questo insidioso mezzo bellico: dopo il fallimento della spedizione punitiva di Costantinopoli, ad esempio, la repubblica sguinzagliò in Egeo un gran numero di corsari per colpire i traffici bizantini, e poi — anche quando tornò in pace con l’impero — li lasciò per lungo tempo ad aggredire le navi di tutti i rivali.
E di quel periodo un episodio molto singolare, unico nel suo genere, che si può ascrivere tra le maggiori imprese dei corsari italiani. Andronico, nuovo imperatore bizantino, aveva fatto sobillare la popolazione di Costantinopoli fino a scatenare una sommossa xenofoba. E un certo giorno, d’improvviso i bizantini aggredirono tutti gli stranieri presenti in città, che per la massima parte erano veneziani, genovesi e pisani: molti furono massacrati, altri vennero tratti in schiavitù, quartieri e beni depredati o distrutti. Ma gli scampati corsero al porto e si impadronirono di una quarantina di navi greche, sulle quali presero il largo; e poi, passata la paura e rassettate le navi, si autoproclamarono corsari ai danni di Costantinopoli.
Con il tacito consenso e il segreto appoggio dei governi interessati, questa singolarissima forza navale — equipaggiata da veneziani, genovesi e pisani, altrimenti irriducibili rivali — saccheggiò furiosamente le rive dei Dardanelli e, uscita in Egeo, si diede a predare tutto quel che di greco le capitava a tiro. Invano la flotta bizantina si sforzò di annientare quelle strane navi: i corsari la tennero sempre in scacco, fino al giorno in cui decisero di tornare ai patri lidi. Vi portarono un bottino valutato in cifre enormi, di gran lunga superiori al danno che le tre comunità avevano sofferto a Costantinopoli.
L’attività dei corsari fu vivacissima anche durante la terza guerra fra Pisa e Genova, cui si sovrappose quella tra l’imperatore tedesco e il re di Sicilia. I corsari non soltanto colpirono le navi avversarie, ma conquistarono molte fortezze e città costiere, talvolta in collaborazione con le flotte da guerra interessate. Corsari pisani, ad esempio, espugnarono il castello di Bonifacio, in Corsica, e vi rimasero fino a quando ne furono sloggiati da quelli al servizio di Genova. Giovanni il Grasso (o forse il Porco) conquistò Malta per incarico del re di Sicilia, guadagnando il titolo di conte dell’isola, e con altre gesta divenne ammiraglio della marina siciliana.
I pisani, forse i più scatenati in questo campo, mandarono in corsa la più grande nave da essi mai costruita, Il leone della foresta, reputata imprendibile; ma poi una squadretta di corsari catturò il gigante mentre si riposava nel porto di Cagliari. In compenso, il pisano Recupero violò il porto di Palermo, impossessandosi di nove galee genovesi. Quasi contemporaneamente, altri corsari pisani espugnarono la fortezza genovese di Portovenere.
A un certo punto del conflitto, la repubblica di Pisa, alleata dell’imperatore tedesco, mandò la sua flotta a conquistare la piazzaforte di Siracusa, necessaria come testa di ponte per invadere la Sicilia. Allora i genovesi e i loro alleati siciliani si impegnarono a recuperare la città. L’impresa era molto ardua, ma Genova ne incaricò il suo corsaro più famoso, Alamanno da Costa, e questi pensò bene di associarsi a un collega non meno famoso, Enrico il Pescatore (frattanto divenuto conte di Malta, perché Giovanni il Grasso, o il Porco che fosse, morto impiccato per un grave incidente professionale, gli aveva lasciato la contea in eredità).
A Siracusa, fra corsari al servizio di Genova e milizie pisane si ingaggiò una furiosa battaglia. Ma infine i corsari espugnarono la città e Alamanno da Costa se ne impossessò in nome della sua repubblica, alzando lo stendardo di San Giorgio sulle mura diroccate. Genova, molto riconoscente, insieme ai premi contrattuali nominò Alamanno conte di Siracusa.
Tuttavia i pisani non si rassegnarono e mandarono in campo tre agguerriti corsari: Paganello di Porcaria, Buonalbergo e il conte Manente. Battagliarono per quattro mesi intorno alle mura di Siracusa ma, quando stavano per giungere alla vittoria, furono costretti a ritirarsi da una schiera di corsari genovesi. Neanche Paganello e compagni accettarono la sconfitta, e si rifecero poco dopo, espugnando Palermo in nome di Pisa.
Incontreremo molti altri pirati e corsari nei secoli successivi…"
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Re: I Corsari

Messaggio da leggereda Veldriss il 5 aprile 2011, 10:46

Stavo pensando a qualcosa del tipo: chi possiede tutti i territori della Repubblica di Venezia (3 terr) o della Repubblica di Genova (3 terr) o del Regno di Aragona (4 terr) o del Regno di Sicila (3 terr) ha diritto ad armare una nave di corsa.

Sicuramente avrebbero il livello del giocatore che le ha armate, modalità di epuipaggiamento da definire, quasi sicuramente giocherebbero nella fase finale dei "barbari"... da valutarne poi la reale efficacia... magari un piazzamento nascosto sulla mappa e si attivano nel momento in cui convenga.
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Re: I Corsari

Messaggio da leggereda Veldriss il 11 luglio 2012, 16:52

Oppure potrebbe far parte delle regole opzionali del gioco una cosa del genere...

Chi possiede tutti i territori della Repubblica di Venezia (3 terr) o della Repubblica di Genova (3 terr) o del Regno di Aragona (4 terr) o del Regno di Sicila (3 terr) ha diritto ad 1 dei seguenti bonus a scelta:
- +1 alla velocità delle navi
- +10 armate sulle navi da guerra
- +10 merci sulle navi da commercio
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Re: I Corsari

Messaggio da leggereda Veldriss il 23 maggio 2017, 9:11

Veldriss ha scritto:Oppure potrebbe far parte delle regole opzionali del gioco una cosa del genere...

Chi possiede tutti i territori della Repubblica di Venezia (3 terr) o della Repubblica di Genova (3 terr) o del Regno di Aragona (4 terr) o del Regno di Sicila (3 terr) ha diritto ad 1 dei seguenti bonus a scelta:
- +1 alla velocità delle navi
- +10 armate sulle navi da guerra
- +10 merci sulle navi da commercio


Elenco completo dei Regni Minori che hanno un edificio civile sul mare: Regno del Portogallo (Lisbona), Corona di Aragona (Barcellona), Repubblica di Genova (Genova, Caffa), Repubblica di Venezia (Venezia, Candia), Regno di Sicilia (Napoli, Palermo), Regno di Scozia (Edimburgo), Regno di Norvegia (Bergen), Regno di Svezia (Stoccolma), Regno di Danimarca (Lubecca), Stato Monastico dei Cavalieri Teutonici (Riga).
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Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 giugno 2017, 9:56

Sono previste alcune carte aggiuntive al mazzo IMPERO, tra cui la PRINCIPESSA... bozza del testo della carta (in alternativa alle 4 navi corsare): saccheggi una nave mercantile di un giocatore avversario che naviga nella tua stessa zona di mare; tira 1D4 1D6 1D8 a seconda del tuo LT, il risultato sono le merci rubate.

Suggerimenti?
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Re: Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 giugno 2017, 9:57

Probabilmente la soluzione migliore sarebbe di dare una combo con le tecnologie... il D4, D6 e D8 sarebbe meglio lasciarli abbinati al LT del giocatore... magari dare la possibilità di scegliere tra rubare merci o uccidere armate?

Bonus da SCUOLA MILITARE, TATTICA e STRATEGIA? Tipo un +1, +2 e +3 merci rubate o armate distrutte?

Al 3° LT rubare 8+3=11 merci non è poi così terribile, ma perdere 11 armate si... vero anche che ci sarebbero solo 3 CORSARI nel mazzo...

Testo della carta aggiornato:
saccheggia 1 nave mercantile di un giocatore avversario che si trova in mare; tira 1D4, 1D6 o 1D8 a seconda del tuo LT, il risultato sono le merci rubate che vanno depositate nel tuo porto più vicino.
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Re: Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 giugno 2017, 9:59

Sarebbe da aggiungere che i mercantili scortati sono più difficili da saccheggiare, per cui per ogni livello di nave da guerra che scorta i mercantili si sottrae 1 al tiro del dado... una flotta mercantile scortata da 3 navi da guerra avrebbe -9 al tiro del D8 del giocatore di 3° livello, quindi sarebbe immune al CORSARO.
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Re: Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 giugno 2017, 10:00

Veldriss ha scritto:Sarebbe da aggiungere che i mercantili scortati sono più difficili da saccheggiare, per cui per ogni livello di nave da guerra che scorta i mercantili si sottrae 1 al tiro del dado... una flotta mercantile scortata da 3 navi da guerra avrebbe -9 al tiro del D8 del giocatore di 3° livello, quindi sarebbe immune al CORSARO.


Provata questa meccanica alcune volte, è troppo forte, meglio cambiare: per ogni nave da guerra che scorta i mercantili si sottrae 1 al tiro del dado... una flotta mercantile scortata da 3 navi da guerra avrebbe -3 al tiro del D8 del giocatore di 3° livello.
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Re: Nuova carta IMPERO: CORSARO

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 giugno 2017, 10:01

Veldriss ha scritto:
Veldriss ha scritto:Sarebbe da aggiungere che i mercantili scortati sono più difficili da saccheggiare, per cui per ogni livello di nave da guerra che scorta i mercantili si sottrae 1 al tiro del dado... una flotta mercantile scortata da 3 navi da guerra avrebbe -9 al tiro del D8 del giocatore di 3° livello, quindi sarebbe immune al CORSARO.


Provata questa meccanica alcune volte, è troppo forte, meglio cambiare: per ogni nave da guerra che scorta i mercantili si sottrae 1 al tiro del dado... una flotta mercantile scortata da 3 navi da guerra avrebbe -3 al tiro del D8 del giocatore di 3° livello.


Oppure il CORSARO si potrebbe avvalere dei bonus delle carte attacco, come ad esempio GENIO, EROINA, CONDOTTIERO ecc ecc, a quel punto si potrebbe tornare all'opzione precedente visto che i risultati massimi potrebbero essere 1D4+2, 1D6+4 e 1D8+6... al 3° LT il giocatore in difesa potrebbe scortare i mercantili con 3 galee di 3° livello e quindi ridurre di 9 il risultato massimo di un giocatore al 3° LT con 1D8+6.
Forse meglio evitare questa opzione.

Altro bonus che si potrebbe dare al CORSARO potrebbe venire dai Regni Minori che hanno un edificio civile sul mare, +1 al tiro del dado per ognuno dei seguenti Regni Minori: Regno del Portogallo (Lisbona), Corona di Aragona (Barcellona), Repubblica di Genova (Genova, Caffa), Repubblica di Venezia (Venezia, Candia), Regno di Sicilia (Napoli, Palermo), Regno di Scozia (Edimburgo), Regno di Norvegia (Bergen), Regno di Svezia (Stoccolma), Regno di Danimarca (Lubecca), Stato Monastico dei Cavalieri Teutonici (Riga).
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