ERESIE ED INQUISIZIONE

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ERESIE ED INQUISIZIONE

Messaggio da leggereda Veldriss il 27 giugno 2012, 15:35

"Articolo estrapolato dalla rivista FOCUS STORIA COLLECTION - MEDIOEVO - 2011"

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Veldriss
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Beghine e begardi

Messaggio da leggereda Veldriss il 17 novembre 2012, 16:17

Beghine e begardi sono i nomi che, a partire dal XIII secolo, furono utilizzati per indicare membri di associazioni religiose formatesi al di fuori della struttura gerarchica della Chiesa Cattolica con lo scopo di una rinascita spirituale della persona tramite una vita monastica ma senza voti. Questi movimenti sorsero nelle Fiandre intorno al 1150 e si diffusero largamente in Germania e in Francia, e, in misura minore, in Italia. Sebbene non si basassero necessariamente su presupposti eterodossi, queste associazioni, alle quali si era ammessi senza pronunciare i voti, ben presto caddero in sospetto di eresia a causa della loro interpretazione esclusivamente letterale delle Sacre Scritture. Essi furono influenzati dagli insegnamenti degli albigesi e dai Fratelli del Libero Spirito, la cui dottrina fiorì nei pressi di Colonia nello stesso periodo e fu condannata come eretica.
I termini beghina e begardo erano probabilmente utilizzati con connotazione dispregiativa e derisoria da parte dei membri delle istituzioni ecclesiali più antiche che guardavano con sospetto la nascita in seno alla Chiesa di simili movimenti. Non a caso poche di queste associazioni di laici saranno con il tempo inquadrate nell'ortodossia.

Le beghine
All'inizio del XII secolo vi erano nelle Fiandre donne che vivevano da sole, vedove o non maritate, e che si dedicavano alla preghiera e alle opere di bene senza aver preso i voti. In un primo momento il numero era abbastanza esiguo ma in seguito, nel corso del secolo e verso la fine dello stesso, crebbe notevolmente. Questa era il periodo delle Crociate e le città e i villaggi brulicavano di donne sole. Questi gruppi di donne avevano le loro abitazioni ai margini della città all'interno delle quali sostentavano i poveri e i mendicanti. All'inizio del XIII secolo si formarono veri e propri gruppi comunitari chiamati beghinaggi.
Le beghine non erano suore perché non avevano mai preso i voti, avrebbero potuto tornare alla vita precedente o anche sposarsi se l'avessero voluto, e non avevano mai rinunciato alle loro proprietà. Se una beghina non aveva nulla, non chiedeva né accettava l'elemosina ma si sostentava lavorando o con l'insegnamento ai figli dei borghesi. Viveva nel chiostro durante il tempo del suo noviziato ma poi, alla fine di questo, ritornava alla sua dimora e, se poteva permetterselo, si circondava anche di servi personali. Lo stesso obiettivo nella vita, gli stessi inseguimenti ricevuti, e la comunità di culto erano gli unici legami che aveva con le sue compagne.
Non c'era una casa-madre, né regole comuni, né un ordine gerarchico comune; ogni comunità adottava un proprio modo per il conseguimento degli obiettivi, anche se molti gruppi adottavano uno stile di vita francescano. Queste comunità sono state molto diverse tra loro per quanto riguarda lo status sociale dei loro membri; alcuni gruppi ammettevano solo dame di alto grado, altri erano esclusivamente riservati alle persone in condizioni umili, altri ancora aprivano le loro porte a donne di ogni condizione, e questi erano i gruppi comunitari più grandi. Molti, come il Beghinaggio di Gand, erano formati da migliaia di membri.
Questa istituzione semi-monastica, mirabilmente adattata alle necessità spirituali e sociali dell'epoca, si diffuse rapidamente in tutto il territorio e presto cominciò ad esercitare una profonda influenza sulla vita religiosa del popolo. Ciascuna di queste istituzioni era un centro ardente di misticismo e non erano i monaci, che per lo più abitavano in campagna, e nemmeno il clero secolare, ma le beghine e i begardi a plasmare il pensiero e la vita religiosa della popolazione urbana dei Paesi Bassi di quel periodo. Ci furono beghinaggi a Mechelen già nel 1207, a Bruxelles nel 1245, a Lovanio prima del 1232, ad Anversa nel 1234, a Bruges nel 1244, e dalla fine del secolo non c'era quasi un comune nei Paesi Bassi che non avesse il suo beghinaggio, mentre molte delle grandi città ne avevano due o tre o anche di più.
Nel corso del XIII secolo, la dottrina tendeva a diventare più mistica e basata sempre meno sul lavoro manuale come fonte di sostentamento; spesso le beghine finivano per chiedere l'elemosina. In alcuni casi, questo spostamento verso il misticismo causò problemi per le beghine. Ad esempio, Marguerite Porete, una beghina francese, fu bruciata sul rogo a Parigi nel 1310. Fu condannata dalla Chiesa Cattolica per eresia e accusata di appartenere ai Fratelli del Libero Spirito ma i veri motivi che portarono all'esecuzione non sono ancora del tutto chiari. Un motivo potrebbe essere il fatto che si oppose alla censura del The Mirror of Simple Souls (Lo specchio delle anime semplici), un suo libro che la Chiesa tentò di togliere dalla circolazione.
Dal XIV secolo alcune comunità furono assorbite dalla ordini monastici e dagli ordini mendicanti, mentre altre si trasformarono in flagellanti o in altri ordini le cui dottrine erano considerate eretiche. Nel 1311, Papa Clemente V accusò le beghine di diffondere l'eresia, e furono represse sotto Giovanni XXII, Urbano V e Gregorio XI. Sono state riabilitate nel XV secolo da Eugenio IV. La maggior parte di questi istituti sono stati soppressi durante i disordini religiosi del XVI secolo o durante gli anni tempestosi verso la fine del XVIII secolo, ma alcuni conventi di beghine sopravvissero fino al ventesimo secolo in alcune parti del Belgio, come quelli di Bruges, Lier, Mechelen, Lovanio e Gand, comunità che contavano quasi un migliaio di membri nel 1905; l'ultima beghina del Belgio, la sorella Marcella, 88 anni, viveva in una casa di riposo nel 2008, a Turnhout.
Il beghinaggio di Amsterdam ebbe il merito di aver notevolmente influenzato lo sviluppo della città nel tardo Medioevo, sopravvisse alla Riforma come comunità cattolica, anche se la parrocchia fu sequestrata e donata agli inglesi puritani in esilio. L'ultima beghina di Amsterdam morì nel 1971, ma il beghinaggio resta uno dei più noti punti di riferimento della città.

I begardi
La rinascita religiosa diffusasi con le beghine portò alla nascita di una dottrina simile anche per gli uomini. Gli uomini che cominciarono a seguire le orme delle beghine furono denominati "begardi". I begardi erano tutti laici, e, come le beghine, non erano vincolati da voti e le regole di vita che osservavano non erano uniformi. I membri di ogni comunità erano soggetti solo ai propri superiori locali ma non possedevano proprietà private. Ogni gruppo aveva una cassa comune e i fratelli abitavano sotto lo stesso tetto, e mangiavano allo stesso tavolo.
Erano per la maggior parte, anche se non sempre, uomini di umili origini, tessitori, tintori, addetti alle gualchiere, e così via, e furono fortemente connessi con le attività artigianali delle città in cui risiedevano. I begardi erano spesso uomini a cui il fato non aveva riservato un buon destino, uomini che avevano spezzato ogni rapporto con gli amici o con la stessa famiglia a causa di qualche evento negativo, oppure uomini che, a causa di problemi di salute o dell'avanzare dell'età, o a causa di un incidente, non erano in grado di vivere da soli. Se i borghi medievali dei Paesi Bassi avevano trovato nel beghinaggio una soluzione a molti dei problemi riguardanti le donne, la creazione delle comunità di begardi offriva una soluzione, almeno parziale, alla questione riguardante gli operai o gli uomini addetti ad attività logoranti che giungevano ad un certo punto della loro vita in cui non erano più in grado di sostentare loro stessi.
Grazie alla loro intima connessione con le corporazioni di artigiani e operai, queste istituzioni furono in grado di influenzare in larga misura la vita religiosa della popolazione, modellandone opinioni e credo per oltre duecento anni.

Rapporto con la Chiesa
Considerando le classi sociali da cui i begardi erano generalmente reclutati ed il fatto che le loro comunità religiose non erano sotto lo stretto controllo ecclesiastico, non è sorprendente constatare che alcune comunità a poco a poco avessero sviluppato credi ed opinioni non in armonia con la Chiesa cattolica. Le apparenti tendenze eretiche dei begardi e delle beghine provocarono provvedimenti disciplinari, a volte gravi, da parte dell'autorità ecclesiastica. Diverse restrizioni furono emendate contro il loro movimento dai sinodi di Fritzlar (1259), Magonza (1261), Eichstätt (1282), e le loro attività furono proibite in quanto "non approvate" dal sinodo di Béziers (1299). La loro dottrina fu inoltre condannata dal Concilio di Vienna (1312), ma questa sentenza fu in parte mitigata da Giovanni XXII (1321) che permise alle beghine di riprendere il loro stile di vita e di portare avanti la dottrina.
I begardi erano più ostinati e durante il XIV secolo furono più volte condannati dalla Santa Sede, dai vescovi (in particolare in Germania), e dall'Inquisizione. Ma non furono condannati in toto da tutto il mondo cattolico. In loro favore Gregorio XI (1374-1377) e Bonifacio IX (1394) indirizzarono bolle pontificie ai vescovi di Germania e dei Paesi Bassi. Anche la Catholic Encyclopedia ammette, d'altra parte, che tra i beghini vi erano uomini di fede e di pietà.
Un'eco della posizione teologica dei begardi si trova nella dottrina del quietismo.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Beghine_e_begardi
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MISTICISMO: MARGUERITE PORETE

Messaggio da leggereda Veldriss il 19 novembre 2012, 11:26

"Articolo estrapolato dalla rivista MEDIOEVO - dicembre 2010"

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Gherardo Segarelli

Messaggio da leggereda Veldriss il 26 gennaio 2013, 22:30

Gherardo Segalelli o Segarelli (Segalara, 1240 circa – Parma, 18 luglio 1300) è stato un predicatore millenarista italiano, bruciato sul rogo come eretico.

La vocazione
Nel 1260, l'anno in cui, secondo le previsioni di Gioacchino da Fiore, ebbe inizio l'età dello Spirito Santo e in cui comparvero processioni e turbe di flagellanti detti Scuriati o Battuti, che percorrevano tutta l'Italia centro-settentrionale, Segalelli chiese di essere ammesso al convento dei frati minori di Parma, ma ne fu respinto.
Così descrive la circostanza fra Salimbene de Adam da Parma, nella sua Cronica:
« Mentre ero a Parma, nel convento dei frati minori, come sacerdote e predicatore, si presentò un giovane, nativo di Parma, di umili origini, illetterato, sciocco e ignorante, che si chiamava Gherardino Segalelli, e chiese di essere accolto nell’ordine dei frati minori. Non essendo stato esaudito, finché gli fu possibile s’intratteneva tutto il giorno in meditazione nella chiesa; e qui gli maturò l’idea di fare di propria iniziativa ciò che inutilmente chiedeva ai frati. Siccome sopra il coperchio della lampada della fratellanza del beato Francesco erano dipinti tutt’intorno gli apostoli con i sandali ai piedi, avvolti in mantelli sulle spalle, egli rimaneva a lungo a contemplarli e di qui prese la sua decisione. Si lasciò crescere barba e capelli, prese i sandali e il bordone dei frati minori, perché tutti coloro che si propongono di creare una nuova congregazione rubano sempre qualcosa all’ordine francescano. Poi si fece fare una tunica di tela ruvida e un mantello di filo molto grosso, che portava avvolto al collo e alle spalle, convinto così di imitare l’abito degli apostoli. »

Gli apostolici
Il Salimbene, acerrimo nemico del Segalelli, aggiunge che «distribuì il poco denaro che possedeva e molti scaltri marioli approfittarono della sua ingenuità, dopo di che cominciò a vivere di elemosine e a predicare, invitando il popolo alla penitenza». Ebbe un notevole successo fra gli umili in tutta l'Emilia e i suoi seguaci, i fratres et sorores apostolicae vitae o semplicemente apostolici o minimi, diventarono anche più popolari dei francescani. Si chiamarono "Apostolici" perché vollero imitare in tutto i primi apostoli di Cristo.
Come per altri movimenti giudicati ereticali, il riferimento degli apostolici è la Chiesa di Cristo e dei primi apostoli, non solo annunciato ma coerentemente messo in pratica. I concetti salienti della predicazione di Segalelli sono:[2]
Un Dio "democratico", che stabilisce una relazione personale con tutti coloro che vivono in povertà, senza bisogno di mediazioni interpretative,
L'imitazione di Cristo come norma di vita per i cristiani,
La necessità di mettere in pratica il Vangelo in modo integrale,
Il rifiuto di qualsiasi accumulo di beni materiali,
La comunione dei beni,
Il rifiuto di qualsiasi gerarchia,
L'uguaglianza tra uomini e donne,
Un approccio al mondo ispirato all'innocenza dei fanciulli,
La libertà dei cristiani.
Gli apostolici conducevano una vita di digiuni e preghiere, sia lavorando che chiedendo la carità e non davano valore alla castità: la cerimonia di accettazione dei nuovi seguaci prevedeva che pubblicamente si spogliassero nudi, come aveva fatto san Francesco.
Al di là di tutto l'armamentario delle accuse inquisitoriali che in un caso come questo veniva elaborato, il vero delitto che non poteva essere perdonato a Segalelli fu l'aver annunciato la possibilità di un incontro diretto tra l'uomo e Dio. Questa tesi infatti, benché in Segalelli non risulti alcuna critica esplicita alla Chiesa di Roma, presuppone implicitamente la superfluità di una struttura di mediazione tra uomo e Dio, l'inutilità di una organizzazione che amministra Dio trasferendolo a sé, in pratica "requisendo" il concetto stesso di divinità. La possibilità di un rapporto diretto tra gli uomini e Dio è il senso vero della famosa frase di Segalelli: Paenitentiagite, quia appropinquabit regnum caelorum ("Fate penitenza, perché il Regno di Dio arriverà"), che per chi la pronunciava significava anche: "Costruite, o costruiamo, un modello di società ispirato alla rinuncia, alla povertà, per poter incontrare Dio che ci viene incontro".

La repressione
Tutto questo non poteva essere tollerato dalla Chiesa, tanto che il papa Gregorio X (1271-1276), aprendo il 7 maggio 1274 il II concilio di Lione, sconfessò le congregazioni religiose non autorizzate e lanciò una nuova crociata. Col canone Religionum diversitatem nimiam il concilio proibì la costituzione di qualsiasi nuova congregazione e impose agli ordini sorti dopo il 1215 il blocco sulla fondazione di nuove sedi e l'obbligo a confluire in un ordine a scelta fra quelli già approvati. Gherardo Segalelli e gli apostolici rifiutarono, provocando l'avvio del processo per eresia: furono condannati nel 1286 con la bolla di papa Onorio IV (1285–1287) Olim felicis recordationis, nel 1287 dal concilio di Würzburg e nel 1290 dal papa Niccolò IV (1288–1292).
Segalelli venne dapprima imprigionato a Parma, per poi essere rilasciato dal vescovo Obizzo Sanvitale, che pare fosse un suo segreto ammiratore; nuovamente imprigionato nel 1294 e condannato all'ergastolo, riuscì a fuggire mentre quattro apostolici, due uomini e due donne, venivano arsi sul rogo, finché, senza poter più godere della protezione del Sanvitali, divenuto vescovo di Ravenna, fu nuovamente catturato nel 1300 e processato dall'inquisitore Manfredo da Parma.
Si conserva qualche stralcio del verbale del processo:
« Richiesto se un uomo possa toccare una donna che non sia sua moglie, e una donna possa toccare un uomo che non sia suo marito e palparsi vicendevolmente nelle zone impudiche standosene nudi e che ciò possa essere fatto senza ombra di peccato [...] rispose che un uomo e una donna, sia pur non uniti in matrimonio, e un uomo con un uomo e una donna con una donna possono palparsi e toccarsi vicendevolmente nelle zone impudiche. Disse che ciò può avvenire senza ombra di peccato a condizione che vi sia l'intenzione di pervenire alla perfezione…non riteneva che tali palpeggiamenti impudichi e carnali fossero peccaminosi, anzi potevano essere fatti senza peccato in un uomo perfetto. »
E questo era già sufficiente per mandarlo al rogo a Parma il 18 luglio 1300. La sua predicazione verrà continuata da Fra' Dolcino.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gherardo_Segarelli
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Re: MISTICISMO: MARGUERITE PORETE

Messaggio da leggereda Veldriss il 16 novembre 2013, 21:27

"Articolo estrapolato dalla rivista FOCUS STORIA EXTRA - inverso 2004"

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TORTURATORI SI, MA "GIUSTI"

Messaggio da leggereda Veldriss il 18 novembre 2013, 18:18

"Articolo estrapolato dalla rivista FOCUS - luglio 1999"

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TORTURATI PER BENE

Messaggio da leggereda Veldriss il 18 novembre 2013, 18:43

"Articolo estrapolato dalla rivista FOCUS - agosto 2006"

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Continua, ma omesso perchè parla del periodo odierno.
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