Macsen Wledig: Le origini romane segrete di Re Artù

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Macsen Wledig: Le origini romane segrete di Re Artù

Messaggio da leggereda Sacha il 16 ottobre 2016, 20:57

Uno dei cicli medievali più conosciuti è senza dubbio quello di re Artù.
Leggendario re di Inghilterra, difende l'isola dai Sassoni, da feroci usurpatori e crudeli maghi.
Ma chi è esattamente questo Sovrano Le cui origini si perdono nella leggenda a cavallo tra V e VI secolo dopo Cristo?.
Una base come tutte le leggende c'è stata, si parla di numerosi condottieri romano britannici quali Ambrosio Aureliano e Lucio Artorio Casto presenti nelle opere Historia Brittonum del gallese Nennio e l' Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth.
Tuttavia è presente un terzo personaggio che potrebbe fungere da innesco primordiale ancor più degli altri due: Magno Clemente Massimo, anch'esso presente nell'opera di Monmouth tanto che parrebbe risultare che questi tre personaggi siano in un certo senso imparentati tra loro.
E' forse quest'ultimo personaggio colui che ha unito romani, britannici e foderati sarmati nella difesa contro i sassoni?.
Magno Clemente Massimo è l'ultimo comes Britanniarum, l'ultimo governatore delle isole britanniche prima che queste siano abbandonate dalle legioni romane.
Magno Clemente Massimo nasce in Spagna, è un provinciale come l'amico (poi rivale e nemico) Teodosio.
E' inizialmente Dux Moesiae Secundae (governatore della Mesia) e partecipa alla terribile sconfitta di Adrianopoli nel 378 d.C. Dove i goti annientano i romani e l'imperatore Valente trova la morte e il suo corpo non viene più ritrovato.
Investito della carica di governatore di Britannia dove combatte al fianco di Teodosio distinguendosi contro i Sassoni e i Pitti.
Ma qui avviene qualcosa di straordinario, anziché perseguitarli con la violenza, Magno Massimo rispetta invece i culti druidici locali e conosce molti di questi sacerdoti tra cui il leggendario arcidruido Taliesin e si unisce in matrimonio con Elen Lwyddog, principessa britannica e futura imperatrice.
Magno Massimo diviene ben presto geloso del destino di Teodosio innalzato alla porpora imperiali, le truppe a lui fedeli inoltre non vedono di buon occhio che i contingenti sarmatici come nel caso gli Alani abbiano paghe molto elevate e lo proclamano imperatore. Magno Massimo è però adesso un usurpatore del titolo imperiale.
Sbarcato in Gallia con un grande esercito sconfigge l'imperatore Graziano che uccide poco dopo, Magno Clemente Massimo è ora padrone delle Gallie, della Spagna e della Britannia.
Si inserisce nello scontro contro l'imperatore Valentiniano II d'Occidente sfruttando la diatriba tra cattolici e ariani di cui Ambrogio, vescovo di Milano e futuro santo si pone come mediatore.
La pace però non è destinata a durare, Teodosio firma la pace con l'impero sassanide e passa al contrattacco rinforzato dal fatto che Valentiniano II si è convertito al cattolicesimo.
Con un forte esercito, travolge in Pannonia a Sisak, le truppe di Magno Massimo. Questi seppure sconfitto decide di proseguire la sua marcia, ma le sue truppe sono decimate e vittima di continue diserzioni si rifugia a Aquileia e definitivamente sconfitto, consegnato a Teodosio e decapitato nel 388 d.C.
Su Magno Clemente Massimo cala subito il velo della Damnatio memoriae. Non sarà così per i britanni che ne canteranno a lungo le gesta, eleggendo questo condottiero protagonista di numerose opere tra cui il Mabinogion, unica testimonianza rimasta dell'antica cultura celta ed è il solo straniero ad apparire in un opera di una cultura non sua.
Il contributo per la nascita di Artù nasce proprio qui, a queste fonti Goffredo di Monmouth attinge e poi la stessa Materia di Britannia riprenderà.
Le grandi vittorie di Magno Massimo sui sassoni fanno di lui una figura leggendaria conosciuta con il nome di Macsen Wledig (Massimo il duca o Massimo la guida), dove proprio nel racconto a lui intitolato Il Sogno di Macsen Wledig, fa costruire vari castelli tra cui uno a Caerleon e uno a Carmarthen, dove secondo le recenti ricerche storico geografiche dovrebbe sorgere la mitica Camelot.
Oltre a ciò la tolleranza manifestata da quest'uomo fa nascere un altro importante tassello nel mito arturiano, la fusione tra gli antichi culti celtici e il Cristianesimo che ha sua espressione nella figura di Merlino.
Anche la presenza dei popoli Sarmati è fondamentale nella comprensione della Figura di Artù. I Sarmati popoli di etnia iranica e stanziatisi agli estremi confini orientali dell'impero nelle regioni attuali di Ucraina, Russia Meridionale e Crimea attorno al Mar d'Azov.
Sottomessi dai romani vengono fin da Marco Aurelio inviati in Britannia.
La loro trasfigurazione nei leggendari Cavalieri della Tavola Rotonda potrebbe derivare dalla loro arte bellica di combattere con corazze a scaglie e con archi e frecce, similmente ai catafratti persiani prima e bizantini poi. Un altro particolare della cultura sarmata che si riscontra in questo ciclo è il drago, simbolo di guerra, da cui potrebbe derivare Uterpendragon nome del padre di Artù.
Il mito di Artù che nasce nel 1200 e dura ancora fino a oggi, deve dunque molto anche alla recente riscoperta di questa grande figura che é Magno Clemente Massimo, cui sono stati dedicati i recenti romanzi: L'aquila e la spada e Excalibur: La Spada di Macsen.
https://it.wikipedia.org/wiki/Magno_Massimo
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_sogno_di_Macsen_Wledig
https://it.wikipedia.org/wiki/Goffredo_di_Monmouth
https://it.wikipedia.org/wiki/Elen_Lwyddog
https://it.wikipedia.org/wiki/Taliesin
https://it.wikipedia.org/wiki/Mago_Merlino
https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Artorio_Casto
https://it.wikipedia.org/wiki/Ambrosio_Aureliano
https://it.wikipedia.org/wiki/Nennio
https://it.wikipedia.org/wiki/Historia_Regum_Britanniae
https://it.wikipedia.org/wiki/Historia_Brittonum
https://it.wikipedia.org/wiki/Sarmati
http://www.treccani.it/enciclopedia/sarmati/
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