Sultanato di Rum

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Sultanato di Rum

Messaggio da leggereda Veldriss il 18 febbraio 2010, 21:37

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Kiligi Arslan IV

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:38

Kiligi Arslan IV (arabo: ركن الدين قلج ارسلان بن كيخسرو, Rukn al-Dīn Qilij Arslān bin Kaykhusraw; turco IV. Kılıç Arslan) fu un sultano selgiuchide di Rum dal 1248 al 1265, figlio secondogenito di Kaykhusraw II avuto dalla seconda moglie turca, succedette al padre nel 1246.
Durante parte del suo sultanato il potere fu diviso con i suoi fratelli Kaykāʾūs II e Kayqubād II. Venne ucciso nel 1265 dal pervâne Muʿin al-Dīn Sulaymān, favorito dei Mongoli, che lo fece strangolare.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Qilij_Arslan_IV
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Giyāth al-Dīn Kaykhusraw III

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:44

Giyāth al-Dīn Kaykhusraw III, successore di Kiligi Arslan IV dal 1265 al 1284
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Giyāth al-Dīn Masʿūd II

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:44

Successore di Giyāth al-Dīn Kaykhusraw III dal 1284 al 1296.
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Mu'in al-Din Sulayman

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:49

Muʿīn al-Dīn Sulaymān ([1] o, in turco Muineddin Süleyman, detto Pervâne o Parwâna; ... –1277) è stato uno dei più influenti vizir della dinastia selgiuchide del Sultanato di Rum.
Fra il 1261 e il 1277 svolse un ruolo fondamentale nella politica in Anatolia tra il Sultanato di Rum, i Mongoli Ilkhanidi e i Mamelucchi Bahri, durante il sultanato di Baybars.
La sua morte ha ispirato numerosi poeti. Secondo la tradizione mevlevi (i dervisci roteanti ) sarebbe stato assai vicino al mistico Gialal al-Din Rumi.

Biografia
Nel 1237, il Sultano di Rum Kay Khusraw II si sposò in terze nozze con Thamar, la figlia della regina della Georgia Rousoudan I e nipote del Sultano selgiuchide Tuğrul II. Il padre di Thamar s'era convertito al Cristianesimo Ortodosso per sposare Rousoudan. Ella si convertì all'Islam e divenne Gürcü Hatun (o Ghurji Khatun). Queste nozze dovevano assicurare la pace fra la Georgia e i Selgiuchidi d'Anatolia.
Nel 1243, dopo la vittoria del generale mongolo Bayju nella battaglia di Köse Dağ, Kay Khusraw II dovette sottomettersi ai Mongoli. Muhadhdhab al-Dīn, il padre di Muʿīn al-Dīn Sulaymān, era all'epoca il vizir del Sultano selgiuchide. Avendo ricevuto un'ottima educazione, Muʿīn al-Dīn Sulaymān divenne governatore di Tokat e più tardi di Erzincan, sostenuto in ciò dal generale mongolo Bayju.[4]
Alla sua morte nel 1246, Ghiyāth al-Dīn Kay Khusraw II lasciò tre figli e una figlia, avuti da tre spose differenti:
ʿIzz al-Dīn Kay Kāʾūs, nato verso il 1234-35, succedette al padre nel 1246. Era il figlio della prima sposa del padre, una greca figlia di un pope, che sposò in seconde nozze il vizir Shams al-Dīn al-Isfahānī.[3] Nel 1237 Kay Kāwus II sposò Gürcü Hatun (Thamar), che divenne la sposa favorita.
Rukn al-Dīn Qilij Arslān, nato verso il 1236-37. Era figlio della seconda sposa turca di Kay Khusraw e ambiva succedere al padre.
ʿAlāʾ al-Dīn Kay Qubād era nato verso il 1239-40. Era lui che suo padre aveva scelto come successore ma i suoi fratelli maggiori l'avevano allontanato dal potere grazie alla sua troppo giovane età al momento in cui il comune padre era morto. Era figlio della terza sposa, e favorita, di Kay Khusraw, Gürcü Hatun.
Una figlia avuta dalla terza moglie di Kay Khusraw II.
Questi tre figli erano minori alla morte del loro padre, avendo tra i 7 e i 12 anni. La reggenza fu assicurata dal vizir Shams al-Dīn al-Isfahānī. Quest'ultimo divenne molto influente grazie alle sue nozze con la vedova greca di Kay Khusraw, madre di Kay Kawus. Shams al-Dīn al-Isfahānī favorì suo genero, che appariva al momento come l'unico erede del padre. Muʿīn al-Dīn Sulaymān prese invece le parti di Rukn al-Dīn Qilij Arslān.
Il Gran Khan Güyük attribuì il trono a Qilij Arslan IV, che era andato a rendergli visita fino in Mongolia, preferendolo al fratello Kay Kâwus II. Allo stesso tempo Güyük fissò il tributo annuale dei Selgiuchidi: 1.200.000 hyperpyron, 500 pezze di stoffa di seta e oro, 500 cavalli, 500 cammelli, 5.000 capi animali di piccola taglia e, inoltre, regali che raddoppiavano l'ammontare del tributo.
Nel 1254 il Gran Khan Möngke, che era succeduto a Güyük, decise che Kay Kâwus avrebbe regnato a occidente e che Qilij Arslân avrebbe regnato a oriente del fiume Kızılırmak. Su ordine di Möngke, ssuo fratello Hülägu passò l'Amu-Darya il 2 gennaio 1256. Sulla sponda persiana del fiume, ricevette l'omaggio dei rappresentanti dei suoi nuovi vassalli, fra cui i due Selgiuchidi, Kay Kâwus II e Qilij Arslan IV. Bayju, scontento del ritardo che Kay Kâwus aveva provocato nel versare il tributo dovuto, impegnò il Selgiuchide in combattimento e lo batté ad Aksaray (ottobre 1256). Kay Kâwus trovò rifugio presso l'Imperatore bizantino Teodoro II di Nicea. I Mongoli insediarono al suo posto Qilij Arslân. Kay Kâwus tornò poco dopo e finì col dividere il regno con suo fratello sulle basi di un arbitrato svolto dallo stesso Möngke. Bayju nominò Mu'în al-Dîn Sulayman «Pervâne» presso Qilij Arslân IV.
In quanto vizir di Qilij Arslan IV, Mu'în al-Dîn Sulayman Pervâne prese la città di Sinope, che fino ad allora aveva fatto parte dell'Impero greco di Trebisonda e ne fece un suo personale feudo. Più tardi, Sinope diventerà la capitale dei suoi discendenti, i Pervâneoğulları.
Nel 1265, il Pervâne fu avvertito che il Sultano voleva sbarazzarsi di lui. Fece allora strangolare il Sultano ad Aksaray nel corso di un banchetto L'erede al trono, Ghiyâth al-Dîn Kay Khusraw fu nominato Sultano dal Pervâne, malgrado questi avesse appena tre anni. Il Pervâne fu tentato di elevare suo figlio di tre anni sul trono sultaniale. Preferì sposare la vedova di Qilij Arslan ed esercitare le funzioni di reggente di Ghiyâth al-Dîn Kay-Khusraw.
Il naufragio dello Stato selgiuchide incitò numerosi notabili turchi ad abbandonare la regione e a emigrare verso l'Egitto. Lì, costoro esortarono il Sultano mamelucco Baybars a intervenire contro i Mongoli. Assai probabilmente, lo stesso Pervâne fu segretamente all'origine di questi negoziati.[7] Nel 1275, Baybars arrivò in Siria e il Pervâne lo dissuase dall'entrare in Anatolia centrale e lo indirizzò contro il Regno della Piccola Armenia in Cilicia. Leone III (Lewon III) re d'Armenia era anch'egli peraltro vassallo degli Ilkhanidi. Leone III scoprì che Baybars aveva l'intenzione d'invadere il Sultanato di Rum e avvertì del fatto il suo sovrano Abaqa a varie riprese. Abaqa non gli dette credito e accettò al contrario le rassicurazioni del Pervâne. Dal canto suo, Baybars pensò che la via migliore per conquistare l'Anatolia centrale fosse quella di passare attraverso la Cilicia. Era quello anche il mezzo per punire gli Armeni della loro collusione con i Crociati che egli doveva affrontare in Siria. Se Baybars saccheggiò la Cilicia, ciò avvenne non solo per punire gli Armeni, ma anche per privare i Mongoli d'una fonte di rifornimenti.
Nella primavera del 1277, Baybars penetrò nel Sultanato selgiuchide. Il 18 aprile sconfisse un esercito mongolo a Elbistan. Il Pervâne, che comandava il contingente selgiuchide, prese la fuga. Baybars fece un ingresso trionfale a Kayseri (23 aprile). Attese che il Pervâne lo raggiungesse, ma quest'ultimo, sfiduciato, si rifugiò a Tokat col giovane Sultano selgiuchide. Baybars tornò in Siria. Morì, si dice avvelenato, a Damasco quello stesso 1277.[13] Alla notizia di questa disfatta, il khan mongolo Abaqa accorse in Anatolia (luglio 1277). Inflisse dure punizioni alle popolazioni musulmane. Si dice avesse fatto uccidere 200.000 persone ma su tale cifra pesa l'estrema inaffidabilità delle fonti, propense all'iperbole numerica). Allo stesso tempo Abaqa sospettò il Pervâne per non aver combattuto gli eserciti mamelucchi nella battaglia di Elbistan e per non aver avvertito i Mongoli dell'approssimarsi di Baybars. In un primo momento sembrò volerlo risparmiare ma davanti all'insistenza delle famiglie dei caduti nella battaglia di Elbistan, Abaqa fece giustiziare il Pervâne (2 agosto 1277).

I successori
Il figlio del Pervâne, Mehmed Bey riprende il titolo di Pervâne ed il controllo dei possedimenti della famiglia attorno a Sinope. Attuò una politica prudente verso i Mongoli. La famiglia dei Pervâneoğulları mantiene il possesso della regione sino al 1322 quando il beylicato è unito al Belicato vicino dei Isfendiyaridi o Jandaridi (nome turco Candaroğulları).

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http://it.wikipedia.org/wiki/Mu%27in_al-Din_Sulayman
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Mehmed Bey (Pervâne)

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:53

Mehmed Muineddin (Sinope, circa 1250 – 1296) è stato un sovrano ottomano.
Muineddin Mehmed Bey o Mu`în al-Dîn Muhammad nacque probabilmente verso il 1250. Suo padre è stato un Pervane, un principe turco dell'Anatolia, di nome Mu‘in ad-Dîn Suleyman, e sua madre è stata la principessa georgiana Gürcü Hatun, figlia della regina Rousoudan I, che in precedenza era la moglie favorita del Sultano di Roum Kay Khusraw II. Dovette probabilmente partecipare alle Crociate nonostante la sua giovane età.
Nella primavera del 1277, il sultano mamelucco Baybars penetra nel sultanato selgiuchide. E' probabile che si sia segretamente rivolto a Mu‘in ad-Dîn Suleyman nella speranza di sbarazzarsi della tutela mongola.
Il 18 aprile, Baybars sconfigge l'esercito mongolo nella battaglia di Elbistan. Pervane, che comandava il contingente selgiukide, fugge. Baybars fece una entrata trionfale in Kayseri (23 aprile), poi tornò in Siria. Alla notizia di questa sconfitta, il khan mongolo Abaqa accorre in Anatolia (luglio 1277). Al termine di un'indagine, egli fece giustiziare Mu‘in ad-Dîn Suleyman (2 agosto 1277).
Dichiarando l'indipendenza, il giovane Mehmed fondò la dinastia dei Pervane e prese il titolo di Mehmed Bey. Riprese i possedimenti della sua famiglia nei pressi di Sinope, in Turchia, e continuò la prudente politica di suo padre verso i Mongoli. Mehmed Bey è probabilmente morto nel 1296, lasciando i suoi domini all'unico figlio Mesud.

Famiglia
Mehmed Bey ha avuto una sposa turca o mongola ed un figlio :
Mesud Bey, suo successore come Pervâne.

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Mas'ud Bey

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 0:56

Muhazzebeddin Mesud Bey (Sinope, 1270 – 1300) è stato un sovrano ottomano.
Muhazzebeddin Mesud Bey Muhadhdhib al-Dîn Mas`ūd Bey fu il secondo e il penultimo rappresentante della dinastia dei Pervane.
Figlio legittimo del Pervane Mehmed Bey, nacque probabilmente verso il 1270 a Sinope, in Turchia. Succedette al padre come Pervane in una data sconosciuta e continuò a mantenere una saggia e prudente politica verso i Mongoli.
Tuttavia, nel 1298, un gruppo di pirati genovesi lo cattura e fu tradotto in ostaggio a Genova. È con un pesante riscatto che il sultano selgiuchide di Roum, Kay Qubadh II (sultano dal 1297-1301) è riuscito a portarlo a casa, nel 1299. Per vendicarsi, egli combatterà senza sosta i Genovesi nel Mar Nero e morì qualche tempo dopo, probabilmente in uno dei suoi attacchi, nel 1300.

Famiglia
Il nome della moglie è sconosciuto, tuttavia ha avuto almeno un figlio:
Gazi Chelebi, che gli succedette come Pervâne

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Sultanato di Rum

Messaggio da leggereda Veldriss il 25 novembre 2012, 1:07

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Il Sultanato di Rûm o Sultanato di Nicea o Sultanato di Iconio (dal nome delle due capitali succedutesi nel tempo: Nicea e Iconio) (in turco moderno Rûm Selçuklu Devleti o Anadolu Selçuklu Devleti o Konya Selçuklu Devleti), fu il primo impero turco d'Anatolia, creato dalla dinastia dei Selgiuchidi. Originariamente vassallo dell'Impero selgiuchide dell'Iran, il sultanato gli sopravvisse, rimanendo quale entità autonoma fino all'invasione mongola. La dinastia sopravvisse dal 1077 al 1307. Siccome la corte del Sultanato era molto mobile, città come Kayseri e Sivas furono a loro volta per certi periodi capitali. Al suo apogeo, il sultanato si estendeva nell'Anatolia centrale dalla costa di Antalya-Alanya sul Mar Mediterraneo al territorio di Sinope sul Mar Nero. Ad est, il sultanato assorbì altri stati turchi e raggiunse il Lago di Van. Il suo limite occidentale raggiungeva Denizli e quasi il bacino del Mar Egeo.
Il termine "Rūm deriva dalla parola araba per Impero Romano. I Selgiuchidi chiamarono le terre del loro sultanato Rum perché fu stabilito su terre a lungo considerate "romane", o bizantine.
Il sultanato prosperò, particolarmente tra il tardo XII e il XII secolo quando prese ai bizantini porti strategici sulle coste del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. Nell'Anatolia i Selgiuchidi favorirono il commercio con un programma di costruzione di caravanserragli, che facilitarono l'afflusso di beni dall'Iran e dall'Asia Centrale ai porti. Nacquero commerci molto intensi, specialmente con i genovesi in questo periodo. L'accresciuto benessere permise al sultanato di assorbire altri stati turchi stabilitisi in Anatolia dopo la battaglia di Manzicerta: i Danishmendidi, i Saltukidi (Saltuklu) e gli Artuqidi. I sultani selgiuchidi riuscirono con successo a respingere le Crociate, ma nel 1243 dovettero soccombere all'avanzata dei Mongoli. I Selgiuchidi divennero vassalli dei Mongoli, e nonostante gli sforzi di scaltri amministratori per preservare l'integrità dello Stato, il potere del sultanato si disintegrò nella seconda metà del XIII secolo, e scomparse completamente nel primo decennio del XIV.
Nei suoi ultimi decenni, il territorio del Sultanato selgiuchide di Rum vide emergere un gran numero di piccoli principati, o beylik, tra i quali c'era l'Osmanoğlu, conosciuto più tardi come Ottomano, che prese il sopravvento.

... ...

Pace e decadenza
Kaykhusraw II (1237-1246) diede inizio al suo regno catturando la regione attorno a Diyarbakır, ma nel 1239 dovette fronteggiare un'insurrezione condotta da un popolare predicatore di nome Baba Ishak. Dopo tre anni, quando riuscì finalmente a reprimere la rivolta, l'avamposto in Crimea fu perso, e lo Stato e l'armata del sultanato si indebolirono. È in queste condizioni che dovette affrontare una ben più pericolosa minaccia, quella dell'espansione dei Mongoli. Le armate mongole presero Erzurum nel 1242, e nel 1243 il sultano fu sconfitto da Bayju alla Battaglia di Köse Dağ (una montagna tra le città di Sivas ed Erzincan) e i Selgiuchidi da allora in poi cominciarono a giurare lealtà ai Mongoli e gradualmente divennero loro vassalli. Il sultano stesso fuggì ad Antalya dopo la battaglia del 1243, e lì morì nel 1246. La sua morte causò una tripartizione del sultanato, e poi un dualismo che durò fino al 1260.
Il regno selgiuchide fu diviso fra i tre figli di Kaykhusraw. Il più anziano, Kaykaus II (1246–1260), assunse il comando nell'area ad ovest del fiume Kızılırmak. I suoi fratelli minori, Qilij Arslan IV (1248–1265) e Kayqubad II (1249-1257) furono posti a governare le regioni ad est del fiume, sotto l'amministrazione mongola. Nell'ottobre del 1256, Bayju sconfisse Kaykaus II presso Aksaray e tutta l'Anatolia divenne ufficialmente soggetta al condottiero mongolo Munke. Nel 1260 Kaykaus fuggì da Konya alla Crimea, dove morì nel 1279. Kilij Arslan IV fu giustiziato nel 1265 e Kaykhusraw III (1265–1284) divenne il sovrano nominale di tutta l'Anatolia, anche se il potere di fatto era esercitato dai Mongoli e dai più influenti reggenti del sultano.
Lo Stato selgiuchide cominciò a dividersi in piccoli emirati (Beylik) che si distanziarono sempre più sia dal controllo mongolo che da quello selgiuchide. Nel 1277, in risposta ad una chiamata dall'Anatolia, il sultano mamelucco Baybars razziò l'Anatolia e sconfisse i Mongoli, rimpiazzandoli temporaneamente come amministratore del regno selgiuchide. Ma siccome le popolazioni locali che lo avevano chiamato in Anatolia non si presentarono a difendere il territorio, dovette ritornare in Egitto, e l'amministrazione mongola fu ripristinata, ufficialmente e severamente.
Verso la fine del suo regno, Kaykhusraw III poteva reclamare la sovranità diretta solo sulle terre attorno a Konya. Alcuni Beylikati (incluso quello ottomano al suo principio) e governatori selgiuchidi d'Anatolia continuavano a riconoscere, sebbene solo nominalmente, la supremazia del sultano di Konya, esprimendo i khutba in nome del sultano di Konya in riconoscimento della sua sovranità, e i sultani continuavano a farsi chiamare Fahreddin, "l'orgoglio dell'Islam". Quando Kaykhusraw III fu giustiziato nel 1284, la dinastia Selgiuchide soffrì nuove lotte interne che durarono fino al 1303 quando il figlio di Kaykaus II, Mesud II, si stabilì come sultano a Kayseri. Fu assassinato nel 1307 come poco dopo anche suo figlio Mesud III. Un parente distante della Dinastia Selgiuchide si instaurò momentaneamente come emiro di Konya, ma fu sconfitto e le sue terre conquistate dai Karamanidi nel 1328. Lo sfascio dell'impero rese tutte le province indipendenti. Da una di queste, proclamatasi sultanato sotto la guida di Osman I, prese vita poco dopo, passata la marea mongola, l'Impero Ottomano. La sfera di influenza monetaria del sultanato durò ancora un po', e monete di conio selgiuchide, generalmente considerate di affidabile valore, continuarono ad essere usate nel XIII secolo, anche dagli Ottomani.

Arte ed architettura
L'eccezionale periodo di prosperità in cui visse l'Anatolia tra il XII e il XIII secolo, tra le Crociate e l'invasione mongola, è evidenziato da eccellenti lavori di architettura ed arti decorative.
Tra queste ci sono i caravanserragli (o hans), usati come fermate, stazioni commerciali e difese per le carovane. Di essi ne furono costruiti circa un centinaio durante il periodo dei Selgiuchidi d'Anatolia particolarmente interessanti. La loro ineguagliabile concentrazione nel tempo e nella geografia dell'Anatolia rappresenta una delle più impressionanti opere dell'intera storia dell'architettura islamica.
Il più grande caravanserraglio è il Sultan Han, costruito nel 1229 dal sulla strada tra le città di Konya ed Aksaray, nella cittadina di Sultanhanı dipendente dalla seconda, della superficie di 3.900 metri quadrati. Ci sono due caravanserragli che portano il nome "Sultan Han", l'altro si trova tra Kayseri e Sivas. Inoltre, a parte Sultanhanı, cinque altre città nella Turchia devono il loro nome ai caravanserragli lì costruiti. Sono Alacahan nel distretto di Kangal, Durağan, Hekimhan e Kadınhanı, oltre alla cittadina di Akkale/Akhan nell'area metropolitana di Denizli. Il caravanserraglio di Hekimhan è unico poiché ha, sotto l'usuale iscrizione in arabo con informazioni relative all'edificio, due altre iscrizioni in armeno e siriaco, siccome fu costruito dal dottore (hekim) del sultano Kayqubad I che si pensa fosse cristiano di origini, convertito all'Islam. Ci sono altri casi particolari come l'insediamento nel sito di Kalehisar (contiguo ad un antico sito ittita), vicino ad Alaca, fondato dal comandante selgiuchide Hüsameddin Temurlu, che si era rifugiato nella regione dopo la sconfitta alla battaglia di Köse Dağ, ed aveva fondato una cittadina che comprendeva un castello, una madrasa, una zona abitata ed un caravanserraglio, più tardi abbandonati, attorno al XVI secolo. Tutto tranne il caravanserraglio, che ancora non è stato scoperto, furono esplorati negli anni sessanta dallo storico dell'arte/archeologo ottomano Oktay Aslanapa, ed i ritrovamenti, come diversi documenti, attestano l'esistenza di un vivace insediamento nel sito, ad esempio il firmano ottomano del 1463 che da istruzioni ai direttori della madrasa di non alloggiare nella scuola ma nel caravanserraglio.

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Ertuğrul

Messaggio da leggereda Veldriss il 19 gennaio 2013, 15:43

Ertuğrul (1198 circa – 1281) era il padre di ʿOthmān I Ghāzī pilastro dell'Impero ottomano. Era il capo del clan Kayi dei Turchi Oghuz, quando arrivò in Anatolia con i suoi 400 cavalieri per aiutare il Sultanato di Rum contro i Bizantini[1], Ertuğrul gettò le basi e contribuì alla fondazione dell'Impero Ottomano. È il padre di ʿOthmān I Ghāzī, soprannominato Ghazi, eroico combattente dell'Islam.

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